LINFOMA

NON HODGKIN

La mia esperienza
se posso essere d'aiuto a qualcuno per dei consigli nel limite del possibile scrivete a:

FINE AGOSTO 2006 - Periodo in cui scopro un giorno, di avere una protuberanza sul collo, precisamente nella parte destra diciamo in basso, a circa due dita dalla spalla. Protuberanza che poteva avere le dimensioni di una biglia di vetro. Potete percepire il mio stupore dato che la mattina stessa facendomi la barba non avevo notato nulla. Quindi mi recai il lunedì successivo dal mio medico, anzi non proprio dal mio che stava in vacanza ma da un suo sostituto che mi diede da prendere per una settimana, un antibiotico, al fine di vedere come avrebbe reagito il bozzetto. Presi l'antibiotico come deciso ma nulla... era ancora li.

PRIMI DI SETTEMBRE 2006 - Tornai quindi allo studio medico ma non trovai ne il mio medico ne il medico che mi avava visitato appena una settimana prima, ma un altro sostituto, il quale mi ordinò di fare una visita da un dentista e mi diede da fare delle analisi del sangue
PASSA CIRCA UN'ALTRA SETTIMANA - Torno dal medico e finalmente trovo il mio. Il quale dopo avergli raccontato in sommi capi tutta la trafila e dopo aver valutato le analisi (tutte a posto) mi dice che l'unica cosa da fare per capire di cosa si tratta è fare una biopsia. Per tanto mi prescrive una visita ematologica, consigliandomi di andare al Policlinico Umberto I° di Roma.(abito in Provincia di Roma.
PRIMA VISITA EMATOLOGICA - Prenoto la visita telefonicamente e mi dicono di portare un'ecografia e tutto quello che avevo fatto in precedenza per questa cosa. Vado e il medico dopo una visita mi fa fare li per li delle analisi del sangue, e mi invita a tornare dopo una settimana circa. Torno dopo una settimana e ho la conferma che devo fare la biopsia in day hospital.
FACCIO LA BIOPSIA - e nel giro di un paio d'ore sono fuori con un pò di punti addosso.
RISPOSTA DELLA BIOPSIA - passano una decina di giorni e mi danno la risposta della biopsia. Di seguito il testo del referto medico: Materiale in esame costituito da cinque linfonodi del diametro massimo compreso tra 0,8 cm e circa 2 cm, istologicamente sede di compromissione da processo linfoproliferativo con caratteristiche cito-istomorfologiche ed immunoistologiche (CD20/CD79a+; CD10/MUM1+/-; CD3-) nel complesso indicative per diagnosi di linfoma diffuso a grandi cellule B sec. WHO. Attività proliferativa/frazione di crescita (Ki67) : 60-70%.
PER TANTO - mi sottopongono ad ago aspitrato effettuato all'anca destra, per prelevare del tessuto osseo al fine di verificare se la proliferazione delle cellule infette si è già esteso a livello dei tessuti ossei. Ed a una Tac total body. Da tutti e due gli esami non scaturisce nulla di nuovo.
ASSEGNAZIONE DEL PROTOCOLLO - fatti i dovuti accertamenti come da protocollo, mi assegnano al un gruppo di medici chiamato Gruppo N (evidentemente che si occupa di particolari tipi di linfomi, tra cui anche il mio tipo).
DECISIONE DEL TRATTAMENTO - per farla corta i medici dicono che dovrò essere sottoposto a un trattamento chemioterapico di 6 cicli a distanza di 21 giorni l'uno dall'altro e forse dopo, anche a delle sedute di radioterapia. Mi spiegano che tipo di farmaci assumerò per endovena, specificando tra i quali un farmaco particolare, il Rituximab, un anticorpo monoclonale utilizzato nel trattamento di numerosi linfomi aggressivi attivo contro l'antigene CD20. Inoltre la Doxorubicina, la Ciclofosmamide, e la Vincristina.
LA PRIMA CHEMIOTERAPIA - il 24 ottobre 2006 faccio la prima seduta di chemioterapia con i seguenti farmaci: Zofran (antivomito), Urbason (cortisonico), .....dura circa un ora. I sintomi che seguono sono un senso di irrequietezza tanto che passo quasi tutta la nottata in giro per casa. Dormo pochissimo! Dopo il secondo giorno dalla chemio, sto meglio. Anche se non dormo molto bene per il cortisone che si assume. (così mi dissero)
PRIMI EFFETTI COLLATERALI - mi avevano avvisato di fare dei sciaqui per la bocca con del colluttorio, in quanto sarei incorso in fastiti come ad esempio del bruciore. Ed infatti puntualmente si sono verificati. Questo fastidio mi durava per una decina di giorni, poi si affievoliva. Dopo circa 10 giorni ecco l'inizio della caduta dei capelli. Mentre faccio la doccia mi accorgo che lavandomi la testa, i capelli mi cadono a ciuffi. Decido allora di rasarmi a zero.
EFFETTO SUI LINFONODI - con mia meraviglia vedo che dopo circa 3 giorni i linfonodi gonfi tornano alla loro normalità.
LA SECONDA CHEMIOTERAPIA - il 14 novembre 2006 faccio la seconda seduta di chemio, ahimè...tutta un'altra storia. Per la prima volta assumo anche il Rituximab. Mi spiegano che siccome è un farmaco che può dare delle reazioni allergiche, la prima volta dovranno somministrarmelo lentamente, avvisandomi quindi che per tanto la seduta dovrebbe durare circa 6 ore. Purtroppo durante la chemio avverto dopo un paio d'ore, un fastidio alla gola, quindi il medico di guardia in sala chemio decide di fermare per un pò la somministrazione. Dopo circa una mezz'ora, si riparte. Per farvela breve la seconda chemio dura 8 ore!!
PER IL MOMENTO - non ho fastidi di vomito come pensavo
LA TERZA CHEMIOTERAPIA - il 5 dicembre 2006 faccio la terza chemio, questa volta dura circa 6 ore, ancora lontano dalle 4 previste
PRIMO CONTROLLO DALL' INIZIO DELLE CHEMIOTERAPIE - dopo la terza chemio mi dicono che al prossimo controllo che come ogni volta faCCIO a 10 giorni dalla chemio, devo portare oltre le solite analisi del sangue anche l'ecografia di tutti i linfonodi. Dalla quale pare sia tutto ok.
lA QUARTA CHEMIOTERAPIA - che faccio il 27 dicembre 2006. Questa volta riesco a farla in circa 4 ore. L' unica cosa è che comincio ad avere qualche disturbo (mi viene da vomitare) anche durante la seduta.
LA QUINTA CHEMIOTERAPIA - la faccio il 17 gennaio 2007. In questa seduta purtroppo devo andare un paio di volte al bagno a rimettere. Per questo motivo impiego circa 6 ore a farla. Anche a casa devo prendere un'altro altivomito in quanto quello della chemio non mi basta. Comunque il giorno dopo sto decisammente meglio.
LA SESTA CHEMIOTERAPIA - che faccio il 28 febbraio 2007 è come sopra con gli stessi problemi.
FINE DELLE CHEMIO - nel la visita di controllo di prassi, i medici mi dicono che non dovrò sottopormi a radioterapia, questo anche perchè dalla Tac effettuata come controllo finale, risulta essere tutto risolto. Mi dicono però che per mia tranquillità soprattutto psicologica sarebbe meglio fare anche una TAC PET con la quale si va a vedere anche all'interno delle cellule se c'è qualche anomalia (almeno così mi pare di aver capito).
FACCIO LA TAC PET - indovinate dove devo andare a fare la Pet, premetto che abito vicino Roma. Ebbene si...devo recarmi a Napoli in quanto a Roma non c'è la possibilità di farla se non dopo minimo due o tre mesi.
PORTO IL RESPONSO DELLA PET - con il responso della Pet torno a visita medica, un pò preoccupato perchè dalle immagini della Pet si vede nella zona del petto un'area evidenziata. I medici mi tranquillizzano subito in quanto pare che sia l'effetto della chemio che in alcuni casi fa atrofizzare il timo e quando si fa la Pet fa questo effetto. Mi dicono anche che a quanto pare sono guarito. Quindi aggiungono che d'ora in avanti per due anni e ogni tre mesi, dovrò fare una visita ematologica portando una volta la Tac total body e analisi del sangue e una volta Ecografia a tutti i linfonodi e analisi del sangue.
PRIMO CONTROLLO - il 24 giugno 2007 eseguo la prima ecografia total nodal di controllo da dove non scaturisce nulla. E andiamo avanti!!
SECONDO CONTROLLO - 25 SETTEMBRE 2007 vado a fare la Tac total body...sta per arrivare il mio turno quando alla persona avanti a me comunicano che la Tac si è rotta!? E va bene ce ne torniamo a casa. Per farla corta il giorno dopo torno e la faccio. il 28 settembre 07 vado alla visita e mi dicono che la Tac è OK!